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Giovanni Macrì nasce a Messina nel 1957, dove nel 1981 si laurea a 23 anni col massimo dei voti. Medico Chirurgo prima e poi Odontoiatra da 35 anni, opera in Barcellona P.G.(ME).

Nel 2015 trova dentro di sé la forza di mettere nero su bianco della drammatica realtà che dal 14 agosto 2011 si trova a vivere. Realtà che non gli apparteneva assolutamente e che lo obbliga a trascorrere i sei mesi successivi al fianco della figlia, lontano dalla sua quotidianità e tuttora sempre presente a compensare tutto ciò che un destino infame le ha ingiustamente tolto dopo che l'errore di una persona l'ha resa paraplegica.
Dopo aver elaborato in qualche modo questo “lutto”, vedendo che la ragazza vive “FELICEMENTE” la propria nuova dimensione, inizia a scrivere di questo periodo e della rinascita della stessa figlia. Affrontando inizialmente l'argomento vissuto in prima persona con lo scritto “Dopo il buio della notte c’è sempre una nuova …alba” (Edizioni Giovanelli) e poi dedicandosi alla realizzazione di altri elaborati ... sull'emigrazione in America all'inizio del '900 da parte dei siciliani, con “Il coraggio e l’ardire” (Armenio Editore), conseguendo il primo posto al premio letterario “Duecento Nicosia Diocesi” - premio Calò 2017 nella categoria romanzo breve in lingua italiana.
Consegue inoltre la segnalazione del romanzo “Dov’è Mihaly?” alla Prima Edizione 2016-2017 del Premio Letterario Internazionale “Salvatore Piccoli” con relativa pubblicazione del romanzo che avverrà nel mese di giugno 2017 (casa editrice Leonida). Una storia che ha inizio nel periodo della repressione per opera dei russi sulla resistenza ungherese del 1956, e che vuole essere la rivalsa di un uomo che lotta per sopravvivere in un mondo di predatori e opportunisti, sopportando con stoicismo le avversità della vita.
Nella terza edizione del Concorso letterario “Unicamilano 2017” indetto dall’omonima “Associazione Culturale” si è classificato al secondo posto, Quarto posto alla XVII Edizione del Premio letterario Filippo Maria Tripolone - Concorso Diaristico e finalista alla VI Edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana 2018,  e ancora Premio speciale della giuria al concorso “Poeta per caso 2018con il suo libro dal titolo “Dopo il buio della notte c'è sempre una nuova... Alba”.
Sempre al Concorso letterario “Unicamilano 2017, il dr. Macrì si è piazzato terzo, nella sezione “Racconto”, poi finalista al Premio “Gioacchino da Fiore 2018” e ancora consegue la menzione d’onore al concorso CARTA e PENNA degli ASSI 2018, con un altro dei suoi scritti dal sapore intenso: “Il venditore di fazzolettini”, dove si raccontano le disavventure del piccolo Amir che con la sua famiglia, cerca di sfuggire agli orrori della guerra in Siria, arrivando con un fatiscente barcone in Italia. La speranza di trovare serenità in una terra straniera lo metterà a dura prova, temprando il suo carattere di bambino laborioso, fra inaudite barbarie e crudeltà, attraverso dimostrazioni di coraggio e di assoluta abnegazione. Un racconto semplice, ma carico di umanità e per questo vero, per far capire che dietro ogni “Amir” che possiamo incontrare… (dalla prefazione della giornalista e scrittrice Francesca Romeo) “… c’è un volto e una storia, una sofferenza e una lotta, uno sforzo per piantare nuove radici in una terra straniera e uno per mantenere vive le proprie, piantate ancora là, in una di quelle terre lontane e martoriate. E in mezzo c’è il mare!”.
Il romanzo dal titolo “La rosa bianca”, nella sezione Narrativa inedita del Premio Letterario Nazionale città di Farnese “La Farnia d’oro - In terra nostra scripta apparuerunt”, organizzato dall’Associazione Socio Culturale Farnese e Tuscia Viterbese, si è classificato al terzo posto, con questa motivazione che ha accompagnato il premio: “Storia di miseria sinceramente narrata, commovente nella sua semplicità espositiva. Racconto crudo e crudele di umiliazione e violenza, volontà di riscatto e impotenza verso la malvagità di un certo mondo. Una storia drammatica e molto attuale: il coinvolgimento del lettore è immediato”. E ancora la stessa opera è nella “Top-ten” al XVII Concorso letterario “Vittorio Alfieri 2018
Ed ancora primo classificato al premio letterario “Teresa Cognetta” 2018 con  il suo racconto fantastico “Il fiore della vita”, fermamente dedicato ai propri genitori, dove, valori come l’Amore, l’Amicizia, il Coraggio, la Determinazione, la Fedeltà, il Rispetto, si scontrano e tengono testa alla perfidia, al tradimento, alla bramosia di potere, al... male. Un racconto che vuole proprio porre l’accento sulla continua lotta fra il bene e il male, tra i buoni e i cattivi. Lotta che ha sempre condizionato la vita dell’uomo ed esso deve improrogabilmente scegliere da che parte stare.
Nella terra di Bergindar, un’isola dispersa nei mari del Nord, re Hubert, morente causa il suo desiderio di lasciarsi andare per il dolore causato dalla morte prematura della sua amata moglie Kadyma, cede la sua corona di sovrano al suo primogenito, il principe Akenel, tra l’altro diretto discendente in linea di successione. Tale gesto non è ben accettato dall’altro figlio, il duca Sylar, che con l’aiuto del medico/alchimista di corte, Hideon fa in modo che tale passaggio di corona non vada a buon fine. Ecco intervenire altri personaggi, Carolyn, la figlia del ciambellano di corte, e Arkav, l’apprendista di Hideon, che spinti dai loro profondi valori della vita, si batteranno a che il male non risulti vincitore in questo scontro ancestrale.
Tale racconto è edito, sempre ad opera della Giovanelli Edizioni, insieme al suo seguito... "Il ritorno di Sylar".
Ancora secondo classificato al Premio letterario “Il Convivio 2028” nella sezione racconto inedito con il suo scritto “R.B.M.K.”, scritto che vuole celebrare il trentennale dell’esplosione del reattore di Chernobyl e ricordare gli eroi, i cosiddetti “liquidatori” o “Bio-robot” e tutte le persone che hanno perso la vita il quella terribile disgrazia. Avvenimento visto dall’ottica di un vigile del fuoco, Sergej, con un passato di maltrattamenti familiari, che cerca in quell’occasione il suo riscatto, combattendo il terribile mostro che aleggiava nell’aria, le terribili, invisibili e mortali radiazioni, come tutti gli altri operatori in loco, o forse lui più degli altri, affrontando il suo gigante, la sua… nemesi.
E ancora, una compilation di quattro episodi polizieschi del detective Cristopher Molina, “Puzzle's - i casi del detective Molina”, investigatore di sua invenzione della polizia “Squadra omicidi” di Asheville in North Carolina (U.S.A.), ha ricevuto una segnalazione della giuria al Premio letterario JACQUES PREVERT 2018 e una valutazione positiva per la pubblicazione al concorso edizioni Montag "Le Fenici" 2018.
Mentre il suo racconto sulla disforia di genere: “La crisalide: il coraggio di essere se stessi!” , che consegue il terzo posto alla  I^ Edizione del Premio Internazionale “Giovannino vive”, è l’affermazione di una donna, nata nel corpo di un uomo, intrappolata in un corpo dal sesso sbagliato. Da subito, neanche due anni compiuti, ha avuto la sensazione di essere una donna.
È cresciuta sentendosi sempre diversa dagli altri compagni di scuola e non riuscendo proprio a identificarsi come maschio. Cresciuta in una famiglia bigotta, che non ha mai saputo accettare la sua “disforia di genere”.Così, una volta andata via da casa per motivi di studio o forse in tal modo allontanata dal paese dove viveva, presa consapevolezza del suo essere una transgender, dopo innumerevoli situazioni spiacevoli che avrebbero piegato chiunque, ma non lei, ha iniziato il lungo percorso di cure che ha portato al suo cambiamento di sesso, ovvero la realizzazione di essere fisicamente ciò che sin dalla nascita, era mentalmente.

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