Il libro di Loto - Giovanelli Edizioni

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Collane > Tala 1 (Racconti e romanzi per bambini e ragazzi)
 

 
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“E’ pazzesco. Alle volte mi chiedo chi sia a decidere le destinazioni delle nascite e non so trovare una risposta; in fondo – a pensarci bene- potrei essere semplicemente nata io al suo posto in Marocco o Africa o in qualsiasi altro meraviglioso luogo del pianeta Terra. Per non ingarbugliarmi il cervello mi piace credere che funzioni un po’ come i semi degli alberi o il polline dei fiori che –trasportati casualmente dal vento-nascono un po’ di qua e un po’ di là senza un motivo ben preciso”. Ponendosi domande che vanno anche oltre la visione religiosa della vita ed attraverso un linguaggio semplice e tipico della preadolescenza la piccola Amaranta racconta con spontaneità invidiabile, ma mai scontata, il punto della situazione della propria vita personale, sociale e familiare. Legata a doppio filo con la mamma e adottata di padre, dipinge la nascita di questo nuovo intreccio padre-figlia con la stessa naturalezza con cui assiste e racconta dei mutamenti stagionali del “suo albero”, un volgare caco, un “dìospero”, come lo definisce il saccente zio Roberto, la pianta che accompagna la protagonista –dalla nascita-in ogni suo momento significativo.
“Tutti sanno che la TV per una ragazzina di dieci anni è di vitale importanza e lo è soprattutto per me, visto che il vento ha voluto portarmi in una famiglia…senza TV! Esatto avete sentito proprio bene: a casa mia …niente televisore! Tutti voi capirete la   tragedia che rappresenti ciò per i miei rapporti sociali. Fortunatamente non sono ancora in età da fidanzato, ma vi assicuro che non è facile neanche gestire le semplici amicizie, in questi casi”. Esemplari le scelte etiche familiari che Amaranta accetta commentando con l’ironia e lo scanzonato punto di vista tipico delle ragazzine di dieci anni. Eccezionale l’amicizia che Amaranta stringe con la sua vicina di casa- Islam- in pochissimi mesi. Curioso e posato il confronto che intraprendono, le protagoniste, per cogliere nelle due religioni-cristianesimo e islamismo- aspetti universali e utili differenze; disarmanti le riflessioni delle bambine che, mettendo al di sopra di tutto l’essere umano e l’amicizia, riescono ad arricchirsi reciprocamente a suon di diversità. Toccante il tema del mutismo selettivo di Islam, inizialmente accettato con riverente rispetto da Amaranta, ma che poi sfocia inevitabilmente nella collera infantile nel momento in cui la protagonista vede inutili o dannosi i propri tentativi di far parlare l’amica.
“Ho così affidato al mio amato diòspero il delicato compito di trasmettere le mie emozioni e la mia storia a Islam, ero sicura che l’albero dalle sette virtù, il mio albero, non avrebbe sbagliato. Solo gli esseri umani sbagliano di continuo; le piante, gli animali e la terra hanno un sentire ancestrale, vero, sincero. Loro sanno sempre la verità, loro non si confondono con le parole, loro non si perdono tra giusto e sbagliato. E se ne volete una prova, provate ad ascoltare il loro battito: provate a dormire con un cane, provate a mettere l’orecchio a terra, provate ad abbracciare un albero…sentirete che cuori!” Delicato e speciale il “sentire” di Amaranta nei confronti della natura, del “suo albero” e degli animali, in particolare di Dylan, il suo levriero afghano che è parte integrante della famiglia.
Pieno di positività, Il libro di Loto è un inno alla vita, ritmata dai cicli naturali delle stagionalità e della nascita che si avvicenda alla morte, delle dinamiche dei rapporti che si interrompono e si ricreano. Fortemente secolarizzato offre una lettura critica della società contemporanea con i suoi limiti e punti di forza, il tutto raccontato dal punto di vista di una ragazzina.

 
 
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