La fiaba e le Janas: tradizione, folklore e innovazione nella società moderna - Giovanelli Edizioni

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Spesso si è soliti pensare che la tradizione sia qualcosa di antico legato al passato, a cui appartengono usi e costumi della cultura popolare e che vengono tramandati di padre in figlio.
In realtà la tradizione per gli antropologi moderni è ben altro.
Quello che prima poteva essere ritenuto valido, oggi è visto come sorpassato e pertanto necessita di un cambiamento.
In questo contesto anche la fiaba, che rappresenta una manifestazione della tradizione, è soggetta a questa ricontestualizzazione.
Attraverso la sua metaforizzazione si possono affrontare temi spinosi quali il dolore, la morte, la sofferenza, la solitudine senza doverli temere e continuare a narrare fiabe significa tenerle sempre in vita.
Sono i giovani però che decidono di accettarne o meno i codici , di somatizzarli, facendoli entrare nel proprio vissuto e riplasmandoli secondo le proprie esigenze.
Questa rielaborazione non è solo individuale ma riguarda anche la società, in cui elementi del fiabesco vengono presi dal loro contesto originario per essere trasferiti in un altro completamente diverso.
Basti pensare inoltre a quello che è successo alla figura delle Janas, personaggi fantastici appartenenti della cultura sarda, che secondo le leggende erano le antiche abitanti-custodi delle Domus de Janas (luoghi adibiti alla sepoltura e scavati nella roccia). Venivano rappresentate come delle fate-farfalle o come delle donne ciclopiche dedite all’antropofagia e dalla letteratura sono andate ad occupare piani concettuali che snaturano totalmente le proprie origini e il loro significato.
Bisogna ribadire che ciascuno ha la facoltà di scegliere e di accettare o meno ciò che viene propinato dalla  società e dalla mentalità consumistica e massmediale.
Pertanto è di fondamentale importanza conoscere le radici di appartenenza e le realtà che hanno caratterizzato il proprio territorio, in quanto esse ci forniscono una chiave di lettura del nostro vivere quotidiano in quanto non si può affrontare il futuro senza conoscere il passato.

 
 
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