La sindrome di via Piccolomini - Giovanelli Edizioni

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Attore sconosciuto, novello Fregoli del trasformismo e virtuoso dell’illusionismo, Federico sguazza disinvolto nelle acque torbide della menzogna solo ed esclusivamente per l’insicurezza di non sapere affrontare le difficoltà che la vita gli pone di fronte. Amante delle scorciatoie, il suo svicolare lo porta inevitabilmente a giocare al ribasso rispetto le proprie ambizioni condizionando negativamente la propria vita lavorativa ed affettiva.
L’incontro/scontro con Vanessa, esplosiva ed affascinante ragazza caratterialmente agli antipodi di Federico, abituata da sempre a prendere di petto la vita e le avversità, determinerà nell’attore, una brusca accelerazione nel mondo delle invenzioni. Infatti, allo scopo di apparire migliore agli occhi di Vanessa, credendo che tutto ciò passi per una maggiore quantità di denaro nelle proprie tasche, all’insaputa della ragazza, Federico s’inventa l’esistenza di un fratello gemello, da relegare inizialmente nell’ambito lavorativo. Al limite del disturbo bipolare della personalità, egli gioca col fuoco, finché il suo gemello immaginario, sconfina nella sfera affettiva dell’attore, portandosi a letto Vanessa e dando inizio ad una situazione a dir poco surreale nella quale, finzione e realtà si mescolano in maniera inscindibile. Il tutto in una Roma del terzo millennio, nella quale antiche testimonianze di un glorioso passato affiorano grazie al lavoro di guida turistica di Vanessa.

 
 
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